Un altro sito sul Medioevo? Ce ne sono già tanti...

Forse, è vero, all'inizio era solo un rigurgito di "medievite", una suggestione intensa, il fascino delle "feste al castello", delle arti e dei mestieri, il conciaio, l'incisore, l'armaiolo, i monaci amanuensi...
E poi l'amor cortese, i trovatori, le musiche, quelle danze...

Eppure ci hanno insegnato, ieri come oggi, che il Medioevo è stato un periodo buio; quando si deve fornire la cifra di un qualcosa di triste e sorpassato, antiquato, gretto, rozzo, quando si verificano efferati delitti o gravi episodi di malasanità, si dice "roba da Medioevo".

Ma siamo proprio sicuri che fosse davvero così? E poi, perché "Medioevo", cioè "età di mezzo"? fu solo un periodo transitorio? De Sanctis diceva che "la musa della transizione è la malinconia". Quindi gli uomini e le donne del Medioevo erano tutti malinconici e tristi? sapevano di vivere nel Medioevo? e può un periodo di transizione durare mille anni?

Non è solo un problema di folclore, di gusto, di pancia. È un'importante questione culturale e ideologica da affrontare con le armi della storiografia, e non è il nostro intento.

Noi siamo solo musici, qualcuno direbbe "giullari" o, bene che vada, "cantori".

Conoscete quel dipinto di Simone Martini (1284-1344), l'investitura di San Martino?

 

Investitura S.MartinoOsservate il lato destro dell'immagine: ci trovate un suonatore di flauto doppio, uno di cithara e tre cantori. Sono gli unici, nel dipinto, vestiti con abiti a più colori e con quei copricapi bizzarri... così si dovevano vestire i giullari. Ecco, noi, in fondo al nostro animo, ci sentiamo così.

E poi, perché kalòs? καλὸς, il Bello. Non siamo, ahinoi, esperti di filosofia e comunque l'Estetica - intesa come speculazione filosofica sul bello naturale o sull'opera d'arte - non ci interessa, o forse sì, ma non è un'urgenza primaria. In fondo è solo, appunto, speculazione.

Bello e buono. Questo sì, ci piace: kalòs kai agathòs, in Platone sono concetti inscindibili, non ci può essere la bellezza senza bontà, la bontà senza bellezza.

E Plotino diceva che l’anima non deve fermarsi alla bellezza riconoscibile con i cinque sensi, ma tendere all’idea di bellezza in sé, colta solo con la mente, non con i sensi.

Ma allora, cos'è il Bello? e in che modo possiamo riconoscerlo?

A noi piace accostare il Bello alla "Grazia".

Gratia, da gratus, piacevole ad altri, avvenenza, bellezza, leggiadria, anche dono, benevolenza, aiuto che Dio reca all'uomo per operare la sua salvezza.

 

Poiché la tua grazia vale più della vita,
le mie labbra diranno la tua lode. (Salmo 62)

 

Perché la legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. (Giov. 1, 17)

 

Infine,

Ave Maria, piena di grazia

 

La Vergine Maria raccoglie in sé il significato definitivo di Bello.

Ecco, noi vorremmo essere portatori di questa grazia e bellezza, di questa verità.

Venite a laudare, e per amore cantare

l'amorosa vergene Maria! (Laudario di Cortona, n. 1, XIII sec.)